Previsioni sul mercato immobiliare nel 2018

Fare delle previsioni del mercato immobiliare nel lungo periodo è azzardato? Il numero di contratti di compravendita sta aumentando, come il numero di mutui accesi in questo ultimo periodo, ma siamo sicuri di dire, solo in base a questi dati che le previsioni del mercato immobiliare sono positive nel lungo periodo? Come potrete leggere in questa lunga analisi, capirete che non è così semplice.

Le case servono alle persone per abitare, e se non aumentano il numero delle persone, non dovrebbe aumentare nemmeno il bisogno del numero delle case, questo è il ragionamento base su cui bisogna partire per guardare al mercato immobiliare oggi in Italia e poterne trarre delle conclusioni.
Resta il fatto che il numero dei contratti di compravendita di case dal 2015 è aumentato, questo è un dato certo, come è certo che il numero di nuovi contratti di mutuo sono aumentati, nonostante questi dati, va detto che il prezzo degli immobili è ancora sottostimato, quindi se è il momento buono per comprare, a vendere non è che ci si rimetta, ma nemmeno ci si guadagna tanto, più avanti spiegheremo bene perchè, le ragioni sociali, e le Nostre previsioni del mercato immobiliare italiano su quali dati si basano.

Previsioni mercato immobiliare e demografia:

La demografia è dunque basilare per fare una previsione del mercato immobiliare, allora andiamo a vedere: cosa ci dicono i dati demografici in questi ultimi anni?
Ci dicono che il numero di persone che abita in Italia non cresce, è più o meno stabile.
In questo numero ‘complessivo però’ ci sono dei distinguo: il numero di italiani che diminuisce, il numero di stranieri che aumenta, il numero di ‘nuove famiglie’ che non aumenta, le persone si sposano di meno ed hanno meno figli.
Questa lettura della demografia ha degli effetti sul mercato immobiliare.
Gli stranieri quando vengono in Italia, difficilmente lo considerano un trasferimento definitivo.
Anche se trovano un lavoro fisso, dopo alcuni anni tendono a ritornare nel proprio paese di origine e qui in Italia non investono in case.
Se andiamo a vedere il numero di mutui erogati per comprare una casa, la percentuale di mutui presi da stranieri sarà molto minore alla percentuale di stranieri residenti nel Nostro paese; i motivi sono molteplici, dalla precarietà del lavoro agli stipendi bassi, ma quello che più conta è che di solito si lasciano sempre una possibilità di tornare da dove magari hanno lasciato parenti e proprietà immobiliari di loro possesso.

Il prezzo delle case oggi:
I prezzi delle abitazioni oggi si sono notevolmente abbassati, rispetto solo 10 anni fa’. In alcuni casi gli immobili hanno avuto fino al 50% della perdita di valore dal 2008, anno di inizio delle scoppio della bolla immobiliare.

La bolla immobiliare italiana di cui nessuno parla:

Ebbene sì, il mercato immobiliare italiano ha avuto una ‘bolla’, proprio come quello spagnolo, forse meno marcata, ma dagli stessi connotati.
L’entrata nell’euro, l’aumento della ricchezza media, la voglia di una casa, la speculazione edilizia, la cementificazione, la brama di guadagno di tanti palazzinari, ha portato a costruire tante case proprio perchè c’era tanto da guadagnare, i prezzi sembravano salire senza mai doversi fermare, ma nel 2008 è arrivata la crisi finanziaria che ha azzerato tutti i ‘guadagni virtuali’ dei proprietari di casa, che si sono ritrovati case dove ora pagano tasse smisurate rispetto il reale valore di mercato delle abitazioni, in quanto i calcoli dei vari catasti sono stati fatti proprio quando le rendite catastali erano effettivamente diverse dalla realtà di oggi.

Mercato immobiliare e crisi economica:

La crisi economica purtroppo non conosce affatto limiti: uno dei tantissimi settori che è stato colpito, e che pertanto ha subito una sorta di crollo molto pesante è quello delle compravendite immobiliari, settore che contribuisce a creare non soltanto reddito, ma anche tantissimi posti di lavoro. Non si pensi solamente al danno causato ai players diretti come agenzie immobiliari e costruttori edili, ma anche a tutto l’indotto che questo settore ha alle spalle.

Questo crollo è dovuto principalmente ad una ridotta capacità reddituale dei cittadini che per far fronte al periodo di crisi, hanno iniziato a vendere le proprie unità immobiliari incrementando l’offerta di immobili sul mercato, e dunque aumentando il numero di case in vendita, a fronte di un calo della domanda di degli stessi. Ciò ha causato un decremento consistente dei prezzi. ediamo pertanto quali sono stati i rami maggiormente colpiti del settore delle compravendite immobiliari.

Spesso e volentieri, quando si parla di ritorno al passato nell’immaginario collettivo si pensa ad un qualcosa di positivo, ma non in questo caso: negli anni Ottanta infatti, il mercato delle compravendite delle case ha raggiunto dei picchi veramente bassi per quanto riguarda le vendite e gli acquisti delle case, e nel periodo di crisi che sta colpendo l’Italia, il mercato immobiliare è riuscito ad eguagliare quei risultati bassi registrati circa quarant’anni fa.

Se si confrontano i dati delle vendite del 2011 con quelli del 2012, il confronto risulta essere veramente negativo: gli acquisti dei negozi sono calati del circa venti cinque percento, ovvero un quarto rispetto le vendite globali realizzate nel 2011, e lo stesso discorso lo si può fare per quanto riguarda le vendite degli uffici, che hanno subito la stessa percentuale di perdita, mentre riescono a subire una perdita minore le vendite dei capannoni industriale, con una percentuale del venti percento in meno, dato comunque sempre preoccupante se lo si paragona a quello del 2011.

La crisi economica e i dati in calo.

Essendoci la crisi, con tanto di licenziamenti e di lavoratori mandati in disoccupazione, il numero delle case vendute è diminuito, e questo ha avuto delle ripercussioni anche sulle banche: lo scorso anno infatti, si è registrato un calo del quaranta percento per quanto riguarda l’acquisto delle case richiedendo un mutuo, le richieste di mutui per altre spese diverse dall’acquisto di una casa sono scesi del trenta percento mentre l’acquisto dei semplici terreni è calato del circa venti cinque percento, altri dati preoccupanti che simboleggiano appunto che la crisi economica risulta essere ancora presente in Italia. Anche le vendite delle case residenziali hanno avuto un crollo assolutamente da non sottovalutare: la percentuale di perdita è stata del circa venti cinque percento, che in termini monetari equivale ad una perdita di circa settanta cinque miliardi di euro,
Entrando maggiormente nei dettagli, le più grandi città d’Italia hanno registrato soltanto una serie di cali per quanto riguarda il valore cioè il prezzo delle case da vendere: le città che hanno subito un calo maggiore sono Catania e Genova, con una percentuale che si aggira attorno ai quattro percento in entrambi i casi, seguite dalla città di Torino, che registra una perdita del circa due percento, mentre Milano e Roma riescono a contenere le perdite, con una percentuale di poco superiore all’uno percento.
Le uniche due città che riescono a registrare un aumento sono Napoli, che registra un aumento del circa venti percento, grazie ad una particolare manovra da parte del Comune che è riuscita a non far crollare il mercato immobiliare e Verona, che purtroppo registra un aumento veramente lieve, che si distacca di pochissimo dallo zero percento.

Cosa incide sulle previsioni del mercato immobiliare: i dati di compravendita di immobili sono in aumento, ma non mancano le preoccupazioni.
Vi sono alcuni dati in aumento, ma questi purtroppo non danno segni di miglioramento, anche perché paradossalmente, i dati in aumento sarebbero dovuti essere dei dati che avrebbero dovuto subire delle perdite, cosa che in periodo di crisi tendono ad aumentare notevolmente: la prima rata del mutuo, per coloro che con tanti sacrifici riescono ad accenderlo, è aumentata del circa tre percento, raggiungendo una somma pari a sette cento euro, così come è aumentata anche la percentuale del tasso d’interesse, che passa dal tre percento al quattro percento. A complicare ulteriormente la situazione, a scendere è il tempo di restituzione del mutuo, che passa dall’avere una durata massima di venti quattro anni ad un periodo massimo di venti due anni, e quindi due anni in meno.
Analizzando tutti questi dati, i commenti dei diretti interessati non sono affatto felici: il vice direttore dell’agenzia delle entrate Alemanno ha spiegato che è veramente difficile fare una sorta di previsione per quanto riguarda l’anno in corso, mentre il direttore dell’Osservatorio immobiliare Guerrieri ha spiegato che la situazione può soltanto peggiorare, e che nel mercato immobiliare i venditori tendono ad abbandonare le trattative pur di non perdere denaro, e che nel mercato rimane solamente chi ha estremamente bisogno di vendere.

Come vendere casa in questo periodo;

Come ribadito più volte, la crisi economica non sta risparmiando nessuno, ed anche questo mercato è stato completamente investito: come si può quindi vendere casa in questo periodo?
Un metodo ci sarebbe, ma questo spesso non è visto di buon occhio: il metodo in questione è quello di abbassare il prezzo dell’immobile, ma non tutti i proprietari sono disposti a farlo. Nella loro mente infatti, giustamente alberga un unico quesito, ovvero “perché per vendere devo perderci del denaro?” A questo quesito vi è una semplice risposta, che purtroppo non piace a tutti: se si vuole vendere, bisogna andare incontro al cliente, che spesso non possiede tutto il denaro richiesto, e pertanto se si vuole veramente vendere bisogna semplicemente abbassare il prezzo, sacrificando una parte del proprio profitto. Da notare inoltre che il calo del prezzo è dato dal fatto che essendo la domanda molto bassa, la quale arriva a toccare dei picchi raggiunti soltanto tantissimi anni fa, e essendo l’offerta altissima, il prezzo di un immobile cala notevolmente: questa è la dura legge del mercato, che in periodo di crisi si rafforza maggiormente. Speriamo in una stabilità del mercato in un prossimo futuro.

Mercato Immobiliare e riforma del catasto:

Con la riforma del catasto cambierà il valore degli immobili, l’80% delle famiglie italiane ( che sono 23 milioni, secondo l’ultimo censimento) possiede un immobile e quindi il numero di persone coinvolte in questo novità catastale è enorme, visto che una famiglia media italiana é composta da 3 persone ( per ‘famiglia’ si intende anche 1a persona che vive da sola).

Ma torniamo ai numeri e a quanto questa riforma del catasto inciderà sul valore catastale delle case, ricordando che stiamo parlando di indiscrezioni e che ancora ci vorranno mesi prima di arrivare ad una stesura completa di questa importante riforma del catasto.